Itinerari nella Sila Greca

 

E' possibile organizzare escursioni nel territorio della Sila Greca: di seguito proponiamo alcuni itinerari.

 

 

Da S. Onofrio alle Cascate del torrente Cesaria                       Catina Topografica

 

 

Difficoltà: E

Tempi: 3 ore (andata e ritorno)

Segnaletica: lungo il percorso

Acqua potabile: fontane lungo la sterrata per S. Onofrio e a S. Onofrio

 

Come arrivarci: dalla SS 106 jonica deviare per Rossano, superare l’abitato in pianura e dirigersi verso il centro storico. Qui prendere la strada per la Sila (ss177) ; superare, lasciandolo sulla propria destra il bivio per il Santuario del Patirion ; più avanti, oltrepassata una fontana sulla destra (la gramignusa ), prendere a sinistra la strada a fondo naturale che scende nella Valle del Colognati segnalata da un cartello con la scritta "S. Onofrio".

La strada, lunga circa km 6,5 , è malmessa ma è percorribile con un’auto robusta. Nel primo tratto la discesa nel bosco è leggera, diventa più ripida dopo aver lasciato una fontana sulla destra; i tornanti sono stretti, la vista sulla valle magnifica, grandi querce sui lati della strada.

Si scende fin sul fondo della valle raggiungendo uno spiazzo nel quale si trova la chiesetta di S. Onofrio antico luogo di culto forse romitaggio brasiliano, presso il quale ogni anno, l’ultima domenica di maggio si svolge una grande festa religiosa e popolare. Lasciare l’auto.

 

Descrizione del percorso: si prosegue percorrendo la stradella a fondo naturale che risale sulla destra (sinistra idrografica) il corso del Colognati. Si guada un primo fosso proveniente dalla destra, si prosegue dritti ad un bivio (la stradella a destra conduce ad uno stazzo con un bellissimo "pagliaru" , un antico rifugio di pastori con una base circolare di pietre a secco, un tetto conico di ginestre ed all’interno pagliericci e focolare centrale, si risale ripidamente fino ad una prima selletta con le cosiddette "Pietre Pizzute" a destra ed un belvedere a picco sulle gole del Colognati a sinistra. Si ridiscende lievemente guadando un altro fosso proveniente dalla destra. Si risale per un altro breve tratto e si incontra il fosso del Torrente Cerasìa1, sempre proveniente da destra. Oltrepassato il fosso che è intubato sotto la strada, subito dopo occorre lasciare la stradella e deviare a destra lungo un labile camminamento che risale il corso del Cerasìa sul lato sinistro del torrente. Occorre evitare il letto del torrente ingombro di massi e procedere operando dei saliscendi sul lato. Dopo poco il camminamento si tuffa a destra raggiungendo l’alveo in prossimità di grandi massi e rocce. Si sbuca poi in una piccola gola con una strettoia nella quale confluiscono due scivoli d’acqua entrambi del Cerasa. Risalire sul costoncino roccioso che sta al centro tra i due scivoli e si eleva per una quindicina di metri. La salita non è agevole perchè la roccia bagnata è viscida e vi sono pezzi di roccia instabili. Questo tratto disagevole può essere aggirato dal lato sinistro salendo lungo il costoncino evidente nel bosco e poco dopo deviando a destra lungo un labile camminamento che porta al di sopra. Raggiunta la sommità si è quasi al di sotto dell’acqua delle cascate. Per raggiungere la base basta attraversare il torrente e proseguire sul greto per qualche metro.

 

Note: si consiglia questa escursione in periodo primaverile quando non c’è più neve sulla strada sterrata e il torrente ha raggiunto la massima portata d’acqua.


 

Da S. Onofrio all’alta valle del torrente Colognati

 

Difficoltà: E

Tempi:  6 ore ( andata e ritorno)

Segnaletica: assente

Acqua potabile: fontane lungo la sterrata per S. Onofrio ed a S. Onofrio

 

Come arrivarci: dalla SS 106 jonica deviare per Rossano, superare l’abitato in pianura e dirigersi verso il centro storico. Qui prendere la strada per la Sila (ss177) ; superare, lasciandolo sulla propria destra il bivio per il Santuario del Patirion ; più avanti, oltrepassata una fontana sulla destra (la gramignusa ) , prendere a sinistra la strada a fondo naturale che scende nella Valle del Colognati segnalata da un cartello con la scritta “S. Onofrio”.

La strada, lunga circa km 6,5 , è malmessa ma è percorribile con un’auto robusta. Nel primo tratto la discesa nel bosco è leggera, diventa più ripida dopo aver lasciato una fontana sulla destra; i tornanti sono stretti, la vista sulla valle magnifica, grandi querce sui lati della strada.

Dalla strada provinciale Rossano-Sila, segnalata da un cartello, si scende fin sul fondo della valle raggiungendo uno spiazzo nel quale si trova la chiesetta di S. Onofrio antico luogo di culto forse romitaggio basiliano, presso il quale ogni anno, l’ultima domenica di maggio si svolge la festa religiosa e popolare.

 

Descrizione del percorso: si prosegue a piedi percorrendo la stradella a fondo naturale che risale sulla destra (sinistra idrografica) il corso del Colognati.

Si guada un primo fosso proveniente dalla destra, si prosegue dritti ad un bivio si risale fino ad una prima selletta con le cosiddette “Pietre Pizzute” a destra ed un belvedere a picco sulle gole del Colognati a sinistra. Ridiscendere lievemente e guadare un altro fosso proveniente da destra; continuare salendo per un breve tratto e, dopo aver incontrato il fosso del torrente Cerasia che proviene da destra, continuare a salire lungo la stradella che presenta una serie di tornanti. Sorpassare il piccolo edificio in muratura che si trova sulla strada ad un certo punto, si tratta di un serbatoio, e continuare fino ad un altro piccolo edificio all’altezza del quale occorre piegare a sinistra. A questo punto si scende fino al greto del fiume e precisamente al ramo destro del Colognati. Da questo punto in il percorso procede lungo uno stretto sentiero che valica il Cugnale del Pero e ridiscende nel vallone Licertaro dove si possono ammirare la grotta-eremo di Sant’Onofrio e la cascata che ha alla base un inghiottitoio circolare profondo una

decina di metri.

 

Collegamenti e varianti: l’escursione si collega a quella delle cascate del Cerasia.


 

Santuario S. Maria del Patire

 

 

Lunghezza: 1493 m

Difficoltà: E

Tempi: 1 ora

 

Un percorso affascinante attraverso i boschi di macchia mediterranea che circondano questo splendido monumento bizantino. Dalla spianata dove sorge il santuario si può ammirare l’immensità della Piana di Sibari e la maestosità del Massiccio del Pollino.

Partendo dalla SS 106 bis, attraversando l’agglomerato urbano di contrada Piragineti, si incrocia la strada comunale di Lampa Patire che inerpicandosi lungo la montagna porta all’inizio del sentiero segnato da una cupola votiva. Lasciare l’auto.

Seguire il sentiero che, attraversando la zona detta Gurgulìa ed il bosco demaniale, si affaccia sul piano del Vignale al di sotto del quale scorre il Torrente Cino. Proseguendo lungo il sentiero sulla destra si può ammirare la montagna di Piana Caruso che rientra in territorio del comune di Corigliano altro centro importante della costa jonica cosentina. Proseguendo la salita si arriva al pianoro dove è ubicata l’abbazia.


 

Da S . Pietro in Angaro a Monte Paleparto

 

 

Difficoltà: E

Tempi: 5 ore (andata e ritorno)

Segnaletica: assente

Acqua potabile: fontana lungo il percorso

 

Come arrivarci: Dalla SS 106 jonica deviare per Rossano, superare l’abitato in pianura e dirigersi verso il centro storico. Qui prendere la strada per la Sila (ss177) ; superare, lasciandolo sulla propria destra il bivio per il Santuario del Patirion, dopo aver valicato ed essere arrivati in vista degli altipiani della Sila Grande tenere presente la località di S. Pietro in Angaro che è una frazione di Longobucco. A circa 1,5 km prima di quest’ultima località vi è sulla sinistra una sterrata che scende in una valletta. Lasciare l’auto.

 

Descrizione del percorso: imboccare la sterrata e al primo bivio prendere a destra la strada che sale. Al secondo bivio procedere sempre dritti e a quello successivo entrare a sinistra nel bosco di pini. Giunti sul crinale si incontra un quarto bivio: prendere a destra; invece a sinistra, salendo, al quinto. Al sesto e al settimo sempre dritti; si arriva quindi in un’ampia radura circondata da bosco. All’incrocio che si trova nella radura proseguire a destra; superato un cancello in filo spinato si arriva ad un trivio dove si prende a sinistra e si scende lievemente passando accanto ad una casa in muratura provvista di pannelli solari. Al bivio successivo prendere a destra, sempre salendo, e si arriva così sotto al crinale del monte che resta sulla sinistra e la cui cima può essere agevolmente raggiunta con una breve digressione sulla sinistra. Sulla cima vi è un rudimentale rifugio in pietra e si può godere di un bellissimo panorama: la Sila Greca, l’alta Valle del Trionfo, il mar Jonio.

 


 

 

Da S. Onofrio alle cascate del torrente Colognati

 

Difficoltà: E

Tempi: 1 ora (andata e ritorno)

Segnaletica: assente

Acqua potabile: fontane lungo la sterrata per S.Onofrio  ed a S. Onofrio

 

 

Come arrivarci: da Rossano prendere la strada per la Sila (SS 177) prendere a sinistra la strada a fondo naturale che scende nella Valle del Colognati segnalata da un cartello con la scritta “S. Onofrio”.

La strada, lunga circa km 6,5 , è malmessa ma è percorribile con un’auto robusta. Nel primo tratto la discesa nel bosco è leggera, diventa più ripida dopo aver lasciato una fontana sulla destra; i tornanti sono stretti, la vista sulla valle magnifica, grandi querce sui lati della strada. Si scende fin sul fondo della valle raggiungendo uno spiazzo nel quale si trova la chiesetta di S. Onofrio. Lasciare l’auto.

 

Descrizione del percorso:  Si prosegue a piedi percorrendo la stradella a fondo naturale che risale sulla destra (sinistra idrografica) il corso del Colognati. Si guada un primo fosso

proveniente dalla destra, si prosegue dritti ad un bivio (la stradella a destra conduce ad uno stazzo con un bellissimo “pagliaru” , un antico rifugio di pastori con una base circolare di pietre a secco, un tetto conico di ginestre ed all’interno pagliericci e focolare centrale, si risale ripidamente fino ad una prima selletta con le cosiddette “Pietre Pizzute” a destra ed un belvedere a picco sulle gole del Colognati a sinistra. Una decina di metri prima di raggiungere la selletta, occorre gettarsi a sinistra, nella scarpata sottostante che porta fino al fondovalle del Colognati. Il terreno è ricco di arbusti e la

discesa non è facile anche a causa dell’erosione, si può zig-zagare nel primo tratto ma occorre sempre tenere presente come direzione la linea di massima pendenza. Attenzione a rocce instabili sulla destra che bisogna aggirare sul lato sinistro ed all’ultimo tratto molto ripido. Raggiunto il greto del fiume coperto di grossi mass,i risalire direttamente nell’alveo verso destra per alcune decine di metri; la risalita non è agevole perché bisogna saltare da un masso all’altro oppure camminare direttamente nell’acqua. Alla fine si raggiunge la riva di un’ampia pozza oltre la quale si vedono le cascate alte una ventina di metri.

 

 


 

 

I giganti della Sila

 

Difficoltà : T

Tempi: 1 ora (andata e ritorno)

Segnaletica: cartelli dell’oasi W.W.F.

Acqua potabile: fontane lungo il percorso  di avvicinamento in auto

 

 

Come arrivarci: dalla S.S. 106 jonica deviare per Rossano, superare l’abitato in pianura e dirigersi verso il centro storico. Qui prendere la strada per la Sila (SS 177); superare, lasciando sulla propria destra il bivio per il Santuario del Patirion, e, più avanti, quello a sinistra per S. Onofrio. Dopo pochi chilometri si raggiunge il casello forestale della Finaita posto a sinistra, lievemente sotto il livello della strada. A questo punto lasciare l’auto.

 

Descrizione del percorso: imboccare la stradella  a fondo naturale che dal lato opposto a quello del casello forestale gira a destra in leggera discesa. L’inizio del percorso è indicato da un cartello del WWF che segnala l’oasi. Si attraversa un bosco di pino laricio (bosco Arcodero) e si affronta una breve ma ripida discesa sulla cui sinistra si può ammirare l’alta Valle del Cino.

Si arriva quindi nel bosco monumentale dei castagni che vanno osservati uno ad uno tanto particolare è il carattere di ciascuno. Continuando a scendere lungo la strada sterrata ed avendo cura di tenersi sempre sulla destra ai bivi, si arriva sulla strada asfaltata che va al Patirion (SS 177).

Variante: invece di girare a destra scendendo verso il bosco, si gira a sinistra, si arriva al fondovalle del grande vallone del torrente Cino, incontrando altri esemplari di rovere, carpini ed aceri secolari circondati da miriadi di agrifogli.

 

 

 


 

 

Dalla Fossiata a Macchialonga

 

Difficoltà: T

Tempi: 3 ore (andata e ritorno)

Segnaletica: sentiero n°9 dell’ex Parco nazionale della Calabria (da fare in senso contrario)

Acqua potabile: fontana nell’aria di pic-nic della Fossiata.

 

 

Come arrivarci: dalla SS 106 jonica deviare per Rossano, superare l’abitato in pianura e dirigersi verso il centro storico. Qui prendere la strada per la Sila (SS 177) e seguire sempre nella direzione di Camigliatello. Dopo Cava di Melis prendere la direzione della Fossiata e, una volta sul posto andare in fondo al rettilineo fino a quando sulla destra inizia una strada a fondo naturale. Lasciare l’auto.

 

Descrizione del percorso: la strada a fondo naturale porta verso l’interno della foresta, arrivati all’area di pic-nic centrale della Fossiata imboccare la strabella dopo la sbarra e il divieto d’accesso. Seguire la strabella fino ad arrivare all’altopiano di Macchialonga e, poco dopo, al piccolo laghetto artificiale. I rifugi per i pastori, costruiti in muratura che si incontrano nell’ultimo tratto del sentiero e accanto al lago, sono ormai in pessime condizioni